Dal 12 aprile in Gran Bretagna i bar hanno riaperto le serrande dopo un lungo stop, ma l’attività è consentita solo all’aperto. Anche nel nostro Paese una delle ipotesi più accreditate per la riapertura proprio quella di un via libera concesso – almeno in una prima fase – solo per l’attività nei dehors.

In questi ultimi mesi i plateatici hanno conquistato una nuova centralità: una tendenza che, come confermato dall’indagine Barnext Market Outlook, sembra destinata a consolidarsi anche nel post – Covid. Fra le tante abitudini di consumo che sono cambiate con l’emergenza sanitaria, anche la modalità di fruizione dei bar e ristoranti, con i tavolini all’aperto molto gettonati in tutte le stagioni e non solo nei mesi caldi.

LE “BOLLE GOFIABILI”, SOLUZIONE IDEALE PER I DEHORS

Non solo tende: fra le soluzioni per allestire i dehors figura la proposta delle strutture gonfiabili delle startup Eneri, che abbiamo ospitato in Fiera a Padova lo scorso autunno in occasione di Tecnobar & Food – special edition, evento che ha segnato il lancio e la presentazione del progetto Barnext. «Abbiamo registrato una forte richiesta delle “bubble” singole, che consentono di coprire un solo tavolo», racconta il CEO Roberto Passaquindici. Economiche e allestibili in pochi minuti, più ermetiche rispetto alle tensostrutture, le bolle non sono soggette ad autorizzazione da parte dei Comuni. Una soluzione snella e “flessibile”: alle bolle per coprire i tavoli all’esterno si affianca la proposta di strutture gonfiabili più grandi per allestire un intero bar.

IL BAR CHE SI INSTALLA IN 24 ORE

Va nella direzione della flessibilità anche la proposta di The Pod, innovazione nata grazie alla collaborazione tra Peadboys Coffee e lo studio Modourbano: una piccola unità caffetteria compatta e completamente autonoma, installabile in sole 24 ore, realizzata con dispositivi per il contenimento del contagio (dalle tecnologie cashless e contactless alle grafiche di segnalazione della coda, dai totem per l’igienizzazione agli schermi protettivi per gli operatori).

Come le strutture gonfiabili di Eneri, anche la proposta di The Pod offre soluzioni nuove ai baristi che stanno pensando di differenziare la loro attività: chi non può contare in un plateatico o si trova in un’area in cui la stagione estiva appare già oggi fortemente compromessa (città d’arte, zone direzionali…) sta guardando a soluzioni temporanee che chiedono un investimento contenuto e che permettono di sperimentarsi, all’aperto, in nuove location, parchi e aree verdi in primis…

Flessibile e ready to use è anche la proposta di Omega Station, un’altra startup selezionata dall’Innovation Village di Tecnobar & Food: propone attrezzature da barman, personalizzabili e smontabili a seconda delle esigenze, massimizzando così le attività che possono essere svolte all’interno o all’esterno…